| In epoca di Papi e Re, di dame e cavalieri |
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Scendendo a valle da Monteluco ci si inoltra su strade rese rosse dalla famosa "terra di Siena", che si dipanano fra boschi e sembrano portare fuori dal tempo. San Vincenti godette nel VII secolo dell'appellativo di basilica (basilica Sancti Vincenti in fundo Bomuspagi). Nel 715 è chiesa suffraganea di Montebenichi. Viene spontaneo chiedersi perchè , a differenza delle altre pievi della zona come San Giusto in Salcio, San Polo in Rosso e Spaltenna, tutte appartenenti alla potentissima Diocesi di Fiesole, San Vincenti afferisse alla Diocesi di Arezzo. La risposta a questa domanda lega San Vincenti alla storia del Medio Evo. E' noto a tutti che Liutprando, re dei Longobardi, con la donazione di Sutri del 728, con cui cedeva a Papa Gregorio II i castelli di Sutri, Bomarzo, Orte e Amelia, dava formalmente inizio al potere temporale della Chiesa. L'impronta di questo grande re è rimasta anche nella storia di San Vincenti: fu infatti Liutprando a dirimere il conflitto fra il Vescovo di Siena e quello di Arezzo, in lotta per il controllo di questa bella Pieve stategicamente situata sulla famosa e trafficata strada del pellegrinaggio che portava da Canterbury a Roma, la Via Francigena o Via Romea, così come venne chiamata da Sigeric the Sirius, arcivescovo di Canterbury, che per primo ne dette un'accurata descrizione nella sua Memoria. |